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Argomenti, Idee & Suggerimenti La conoscenza a portata di mano! Giuseppe Verdi
Giuseppe Verdi
1813–1901
In breve

1842 Durante le prime rappresentazioni del Nabucco conosce la cantante Giuseppina Strepponi che diventerà più tardi la sua seconda moglie 

1848 Acquista la tenuta di Villa Sant’Agata nei pressi di Busseto (Parma) 

1851 Si trasferisce a Villa Sant’Agata con Giuseppina, incurante dello scandalo 

1859 Sposa Giuseppina; dopo una dura lotta contro la censura, a Roma viene rappresentata con successo Un ballo in maschera 

1862 A San Pietroburgo è accolto con tutti gli onori dallo zar dopo il successo di La forza del destino 

1864 Viene eletto membro dell’Accademia di Belle Arti di Francia 

1865 Per le ostilità manifestate nei confronti della seconda moglie, rifiuta di entrare nel nuovo teatro di Busseto a lui intitolato 

1867 Ottiene un grande successo a Parigi con Don Carlos; riceve la cittadinanza onoraria di Genova 

Giuseppe Verdi
Italy’s grand old man of opera died in 1901 and was given a state funeral.

1874 Prima esecuzione della Messa da Requiem, composta in onore di A. Manzoni 

1881 Ripropone con successo Simon Boccanegra, nella versione riscritta da Arrigo Boito 

1887 Riceve la cittadinanza onoraria di Milano 

1893 Dopo il trionfo di Falstaff riceve la cittadinanza onoraria di Roma 

1897 Muore Giuseppina, lasciando Verdi nella disperazione


Verdi ebbe una lunga vita, piena di successi e di riconoscimenti. Anche da anziano continuò a comporre, coronando con alcuni capolavori una carriera musicale durata oltre mezzo secolo.

Durante la maturità Verdi rallentò il ritmo della produzione musicale; altri capolavori però sarebbero stati scritti ancora dal più grande compositore d’opera italiano.

I primi anni del decennio 1850-1860 segnarono uno spartiacque nella carriera e nella vita di Verdi. Il successo di Rigoletto, Il Trovatore e, dopo il fiasco iniziale, La Traviata, lo proiettarono ai vertici del melodramma italiano. Verdi, rimasto nel frattempo vedovo, andò a vivere con la sua nuova compagna, Giuseppina Strepponi, in una villa di campagna che aveva acquistato a Sant’Agata, nei pressi di Busseto. Questa convivenza provocò uno scandalo nell’ambiente provinciale dell’epoca, ma il musicista rimase indifferente alla riprovazione dell’ex suocero e alle dicerie malevole dei concittadini. La coppia visse felicemente fino alla morte della Strepponi, avvenuta molti anni dopo.

Giuseppe Verdi

Verdi (seduto) con Giuseppina Strepponi (seconda da sinistra) e alcuni amici a Villa Sant’Agata.

Una vita oltre il teatro
Verdi amava la campagna e cercò sempre di vivere nella tenuta di Sant’Agata conciliando l’attività di proprietario terriero con quella di musicista, rallentando il ritmo frenetico del periodo precedente nel quale scrisse 16 opere in 11 anni.

Il richiamo della Francia
Verdi era ormai un personaggio di fama internazionale, molto richiesto anche dai teatri all’estero, in particolar modo dall’Opéra di Parigi. Dietro lauto compenso, si lasciò convincere a cimentarsi con lo sfarzoso genere del ‘grand-opéra’ allora molto in voga in Francia. Per questo motivo soggiornò lungamente a Parigi, ma giunse anche a San Pietroburgo, Londra e Madrid per lavorare alle commissioni di altri teatri. In quegli stessi anni ‘50 e ‘60 si dedicò anche alla riscrittura e alla traduzione di opere composte in precedenza, nonché all’allestimento di quelle che gli erano state commissionate in lingua italiana. Quando l’Aida, che fu rappresentata per la prima volta al Cairo nel 1871 per celebrare l’inaugurazione del Canale di Suez, andò in scena a Napoli due anni dopo, il compositore, ormai 60enne, sembrò abbandonare la composizione di opere per dedicarsi ad altri generi musicali. Nello stesso anno compose infatti un Quartetto per archi, seguito nel 1874 dalla celebre Messa da Requiem.

Gli ultimi capolavori
Dopo Aida Verdi ridusse la sua attività compositiva dedicandosi esclusivamente alla sua tenuta in campagna, con qualche saltuario viaggio all’estero per sovrintendere agli allestimenti delle sue opere. Poi, nel 1879, avvenne un miracolo musicale. Iniziò a collaborare con il librettista A. Boito (famoso per avere criticato le opere verdiane) e nacquero due splendide opere: Otello e infine il suo capolavoro comico Falstaff, che debuttò trionfalmente quando Verdi compì 80 anni.

   




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